Italian Dance Project

AMAT intende sviluppare il dialogo con gli anziani, al centro del progetto Transparent Boundaries, attraverso il coinvolgimento di alcuni artisti responsabili di varie azioni in connessione con le realtà dei paesi partner di progetto.

Francesca Tilio è una fotografa italiana. La sua macchina fotografica è il mezzo per esplorare nuove opportunità artistiche ed espressive: Francesca cerca attraverso l’obiettivo l’anima dei soggetti ritratti. Il suo lavoro intreccia l’esperienza teatrale svolta durante l’adolescenza e la sensibilità propria dell’arte visiva sviluppata come Graphic designer. In ogni fotografia l’artista fissa la propria visione del mondo richiamando le atmosfere create da grandi Maestri come Cindy Sherman e Jeff Wall. Per Transparent Boundaries, seguendo il proprio gusto estetico Francesca Tilio realizzerà una serie di ritratti in una balera, tipico luogo di ritrovo per uomini e donne maturi. “Mi piace pensare ad una senilità affatto triste, forse un po’ pacchiana. Volti segnati dalle rughe che si contrappongono a tinture di capelli, colli di camicia aperti e maglie con lustrini.” Una “cartella” di immagini per uno sguardo agli over 60… (photo folder: a glance at elders).

 Alessandro Sciarroni è un giovane regista italiano impegnato nella ricerca poetica dell’artista sui meccanismi della rappresentazione, sulla posizione del pubblico e del performer all’interno di questi sistemi dai confini invisibili. Ha recentemente sperimentato una particolare forma di community project dal titolo “Electric Youth” coinvolgendo un gruppo di giovani: il percorso di ricerca e formazione ha avuto come obiettivo la riflessione e l’esplorazione della condizione giovanile, con le mille possibilità e contraddizioni che porta con sé, ed è giunto alla composizione di un lavoro in cui i giovani partecipanti erano parte della creazione, autori, e curatori dell’evento. A partire da questo modello di lavoro, incentrato sulla memoria e l’esperienza dei partecipanti, sull’indagine del meccanismo teatrale e del possibile confine tra vita e scena, il regista condurrà un laboratorio rivolto agli anziani dal titolo “Electric Elder” che prevede una performance finale. Il laboratorio darà voce non solo agli anziani partecipanti italiani, fisicamente coinvolti nel lavoro, ma anche a quei soggetti appartenenti alla stessa generazione e residenti nei paesi partner, grazie all’utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione.

Nella seconda fase del progetto vorremmo coinvolgere il coreografo Giulio D’Anna, che potrebbe essere impegnato in un lavoro congiunto di AMAT e UCA nell’indagine attorno al corpo come “tessuto” e viceversa. La scelta di questo artista si deve alla ricerca che questi ha intrapreso portando in scena il padre, un terapista di 62 anni affetto dal morbo di parkinson, in uno spettacolo che della malattia fa anche il titolo. Parkin’son, nasce dal desiderio di usare “il limite” (del corpo, della malattia, dell’età) come fonte di possibilità e raccontare due storie, quella di padre e figlio, con la scansione cronologica delle vite illustri, puntando all’esaltazione di momenti e fatti che, ad un occhio esterno, potrebbero non sembrare degni di nota ma che rendono l’esistenza memorabile. “Parkin’Son” è al tempo stesso un diario e un manifesto, “un’esorcizzazione” del futuro dove le percezioni di passato, presente e futuro si mescolano attraverso nozioni personali e scientifiche.


AMAT will develop their dialogue with elder within the context of the Transparent Boundaries Project through the performing arts, involving artists responsible for different actions that will also connect the realities of older people living in the partner countries.

FRANCESCA TILIO is an Italian photographer. Her camera becomes the medium for new artistic and expressive opportunities: Francesca usually directs it towards the search for the subject’s soul. She works combining the theatrical experience, developed in during her teens, and with the visual sensibility that she has acquired as a graphic designer. Each photograph freezes her personal view of the world, recalling the atmospheres created by great Masters such as Cindy Sherman and Jeff Wall. For Transparent Boundaries, following her aesthetic taste, she will photograph the faces of men and women that use to go to the balera, the typical Italian ballroom frequented by older people. She says “I’m thinking about an old age not sad at all, a little bit glitzy, wrinkled faces but also hair dye, spangled dress, open neck shirt”. She will realize “A Glance at Elders – photo folder“.

ALESSANDRO SCIARRONI is a young Italian director who is investigating the ‘stage mechanisms’, the role of the audience and the one of the performer and the transparent boundaries between them. Sciarroni has recently conducted an experimental community project called Electric Youth involving a group of young people. He organized a workshop focusing on the exploration of the “younger world”: the way of thinking, the contradictions, the experiences and all the possibilities the protagonists of the workshops have as young people. The result was a performance in which the young people were authors and actors at the same time, connecting at each occasion with a new audience. Starting from this kind of research, based both on the memory / personal experience of the participants and on the intention of investigate the boundaries between life and stage, Sciarroni will lead a workshop for the elder called Electric Elder, with a final performance. The workshop will involve not only the Italian but also the foreign elders living in the countries of the partners by means of new technology.

The choreographer GIULIO D’ANNA will be involved in a second phase of the Italian activity in which AMAT and UCA will investigate the theme of body as textile and textile as body. AMAT has chosen this artist because of his particular artistic research. Giulio D’Anna has felt the necessity to consider the creative process involved and impacting on the invitation to his Father to perform.  His Father has Parkinson’s disease and had never been involved at all in any performing process before being invited to take part in D’Anna’s work Parkin’Son. The projects originates from the desire to ideas around ‘limitation’ (the body’s limit, the disease’s limit and the age’s limit) as a source of possibilities and the  telling the two histories, the one of the father and his son, in the same way the lives of the illustrious people are told. Parkin’son aims to describe the exaltation of those moments which could be considered irrelevant to someone else, but that make the existence memorable.