The second action – Parkin’son

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GIULIO D’ANNA and his father

Il coreografo Giulio D’Anna sarà impegnato nella seconda fase del progetto che vedrà il lavoro congiunto di AMAT e UCA nell’indagine attorno al corpo come “tessuto” e viceversa. La scelta di questo artista si deve alla ricerca che questi ha intrapreso portando in scena il padre, un terapista di 62 anni affetto dal morbo di parkinson, in uno spettacolo che della malattia fa anche il titolo. Parkin’son, nasce dal desiderio di usare “il limite” (del corpo, della malattia, dell’età) come fonte di possibilità e raccontare due storie, quella di padre e figlio, con la scansione cronologica delle vite illustri, puntando all’esaltazione di momenti e fatti che, ad un occhio esterno, potrebbero non sembrare degni di nota ma che rendono l’esistenza memorabile. Parkin’son è al tempo stesso un diario e un manifesto, “un’esorcizzazione” del futuro dove le percezioni di passato, presente e futuro si mescolano attraverso nozioni personali e scientifiche.

 

The choreographer GIULIO D’ANNA will be involved in a second phase of the Italian activity in which AMAT and UCA will investigate the theme of body as textile and textile as body. AMAT has chosen this artist because of his particular artistic research. Giulio D’Anna has felt the necessity to consider the creative process involved and impacting on the invitation to his Father to perform.  His Father has Parkinson’s disease and had never been involved at all in any performing process before being invited to take part in D’Anna’s work Parkin’son. The projects originates from the desire to ideas around ‘limitation’ (the body’s limit, the disease’s limit and the age’s limit) as a source of possibilities and the  telling the two histories, the one of the father and his son, in the same way the lives of the illustrious people are told. Parkin’son aims to describe the exaltation of those moments which could be considered irrelevant to someone else, but that make the existence memorable.