“ELDERS & CULTURES” experiences, glances and projects

ETÀ MATURA & CULTURE

esperienze, sguardi e progetti

Mia giovinezza.

Non t’ho perduta. Sei rimasta, in fondo

all’essere. Sei tu, ma un’altra sei:

senza fronda nè fior, senza il lucente

riso che avevi al tempo che non torna,

senza quel canto. Un’altra sei, più bella.

È il direttore di AMAT, Gilberto Santini, ad aprire i lavori del seminario “Età matura & culture” esperienze, sguardi e progetti presso il Teatro Persiani di Recanati nell’assolato pomeriggio del 15 aprile 2013. La giornata organizzata da AMAT nell’ambito del progetto europeo Transparent Boundaries, in collaborazione con la Regione Marche, il Consorzio Marche Spettacolo e il Comune di Recanati, ha raccolto le testimonianze di una pluralità di iniziative regionali, nazionali e internazionali dedicate alla terza età. Il convegno si apre con la poesia Mia giovinezza di Ada Negri, citata da Santini, i cui versi ben descrivono la tensione, la necessità di considerare la terza età da un nuovo punto di vista «pensiamo agli anziani come qualcosa lontano da noi, non ci sentiamo mai in movimento verso quello stato ma è sciocco non rivolgerci a loro, a chi ha semplicemente fatto più strada di noi; significherebbe rifiutare la memoria».

Dopo il saluto del Sindaco della città di Recanati Francesco Fiordomo e quello del Presidente del Consorzio Marche Spettacolo Carlo Maria Pesaresi, seguono le presentazioni dei vari progetti che operano a livello regionale Silver Art, nazionale, Italia Longeva e internazionale, Transparent Boundaries.

Dopo gli interventi di Lesley Millar [UCA - GB], Daniele Sepe e Daniela Rimei [AMAT – IT], Iro Pappa [HRDC – GR] e Ann Marie Fisker [AAU – DN] partner del progetto Transparent Boundaries (interventi che non saranno riportati in quanto ampiamente descritti dalle varie sezioni del presente sito) prende la parola la storica dell’arte Silvia Cuppini dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. La professoressa conduce gli astanti in un affascinante e singolare viaggio per immagini. Il punto di partenza è una domanda: come rappresentare il volto di Dio? Se Giotto lo dipinge come un uomo forte, Michelangelo lo immagina come un grande vecchio. Cos’è cambiato durante il Rinascimento? Tra tutti gli attributi di Dio – forza, onnipotenza ed eternità – è stata scelta quella più facilmente rappresentabile: l’eternità; ma per conquistarla bisogna aver vissuto. Nel saggio di Paul Ricoeur Dimenticare, perdonare, ricordare. L’enigma del passato è scritto: “colui che è stato non può più non essere stato; ormai questo fatto misterioso di essere stato è il suo viatico per l’eternità”. Superato il problema di vedere la vecchiaia come qualcosa legato al tempo, Silvia Cuppini inizia a mostrare dei quadri dedicati ai sacri incontri: tra tutti, quello di due donne, una anziana e una giovane, ossia tra Elisabetta e Maria, entrambe incinte; l’attesa di un figlio le rende uguali e annulla la distanza temporale. La storica, infatti, propone alla platea in ascolto il tema della Visitazione affrontato da alcuni pittori. Nella rappresentazione che ne restituiscono Giotto, poi Tintoretto, Pontormo e Bill Viola, c’è sempre insito il tema del viaggio: mentre la figura di Elisabetta infonde un senso di stabilità, in Maria c’è quello del movimento, perché la donna più giovane affronta il viaggio verso quella più anziana, e il movimento termina in un abbraccio. Nell’incontro avviene proprio l’affermazione di un confine e l’abbattimento di quest’ultimo nell’abbraccio: ecco come la visitazione interpreta bene la fragilità dei confini. Anche nella parabola del figliol prodigo è rappresentata l’immagine di due figure che si abbracciano e che annullano il senso di separatezza – come la parabola ci insegna – anche grazie al perdono. Silvia Cuppini termina dicendo che il perdono è la soluzione di fronte alla violenza dell’oblio; il suo significato è di “grande dono”, di iper-dono, ossia di “massimo del dono”. Il perdono annulla la distanza tra anziani e giovani, tra le nuove e vecchie generazioni.

Dai progetti internazionali si passa a quelli regionali: Giorgia Berardinelli introduce SILVER ART! Over 60 per la Cultura, progetto di volontariato culturale promosso da CMS – Consorzio Marche Spettacolo e realizzato in collaborazione con le associazioni Auser e Unitre, che prevede la possibilità di fruizione del patrimonio culturale delle Marche – teatri, biblioteche e musei – grazie al supporto di volontari con più di 60 anni di età. Sono 40 i volontari coinvolti, 9 le città e 18 i luoghi culturali: i lavori svolti sono nella maggior parte dei casi di front-office, di prime informazioni al pubblico, di guardiania; queste persone appassionate e qualificate non vanno a sostituire il personale pre-esistente, ma portano un valore aggiunto, di supporto. Come sottolinea Rosanna Morazzini, una delle volontarie che ha portato la sua testimonianza diretta al convegno, per invecchiare bene e partecipare alla vita sociale bisogna rimanere intellettualmente attivi e oggi è possibile farlo dando anche un contributo alla comunità e alla sfera culturale della propria città con del lavoro volontario, importante e fondamentale soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.

A chiudere il convegno è Silvia Bustacchini dell’INRCA che presenta Italia Longeva – Rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva, promossa dal Ministero della Sanità, dalla Regione Marche e dall’INRCA. Questo progetto nazionale vuole lavorare sull’invecchiamento attivo, promuovendo e sostenendo una nuova visione dell’anziano quale risorsa per la società, in buona salute e impegnato in compiti e ruoli adatti che ne valorizzino l’esperienza e la saggezza accumulata negli anni. Molti Paesi hanno il problema dell’alto numero di anziani e l’Italia è tra questi. La longevità spesso si porta dietro problemi – non si può infatti dire che gli anziani siano tutti uguali, perché ciascuno ha caratteristiche differenti date da malattie e disabilità – ma è anche una conquista e un’opportunità di relazione; soprattutto l’anziano rappresenta anche un nuovo fruitore di beni e servizi. Italia longeva vuole cercare di integrare tutti gli aspetti e i comportamenti sociali, economici, culturali e personali dell’anziano e rivolgersi a chi può essere interessato alla terza e alla quarta età, ossia alle istituzioni e alle aziende di ambito socio-sanitario. L’anziano diventa così un’opportunità di sviluppo economico e sociale, stimola la ricerca e l’innovazione e può favorire l’implementazione di nuove tecnologie (come il modello di “casa intelligente” che si sta sviluppando a Fabriano in collaborazione con alcune aziende).

 Dopo tutti questi interventi “l’anziano”, nella sua accezione e nel suo status sociale, ha acquistato un’importanza diversa e ha visto restituita una dignità che troppo spesso viene dimenticata.La giornata dedicata all’età matura e alle culture si chiude con una battuta del direttore Gilberto Santini: «Con questo convegno abbiamo stimolato una nuova cultura della vecchiaia, momento della vita di iper-doni e di una giovinezza più bella di quella che abbiamo vissuto.»

ELDERS & CULTURES

experiences, glances and projects

My youth. I didn’t lose you. You remained  in the deep of my being. You are always you, but you are different: without frond and flower, without the shiny laugh you had in a time that can’t return, without that song. You are different, more beautiful.

This poem written by Ada Negri and read by AMAT’s Director, Gilberto Santini, opens the Italian seminar called “ELDERS & CULTURES” experiences, glances and projects organized by AMAT in the frame of Transparent Boundaries project, in collaboration with Marche Region, Consorzio Marche Spettacolo and the Municipality of Recanati. The poem describes very well the atmosphere of the seminar showing a different point of view on the way we consider the elderly people because, as Mr. Santini says,“we often feel the elders very distant from us, but it’s simply unwise not to consider them as someone who has lived longer than us: this would mean refusing memory”. Santini explains the interventions will concern projects at international, national and regional levels: Transparent Boundaries (that offered the inspiration and supports for this meeting), Italian Longeva and Silver Art!, all of them investigating, through different approaches, the role of the elders in our society.

Francesco Fiordomo (Major of the Municipality of Recanati), Carlo Maria Pesaresi (President of Consorzio Marche Spettacolo) welcomed the guests and participants highlighting the importance of this occasion in order to discuss such an important theme especially in a Region characterized by a great number of one hundred years old people.

The seminar starts from the Transparent Boundaries various experiences developed by the partners involved and described by Professor Lesley Millar [UCA - GB], Daniele Sepe and Daniela Rimei [AMAT – IT], Iro Pappa [HRDC – GR] and Professor Ann Marie Fisker [AAU – DN]. (As this website well describes each project, the details won’t be repeated here)

As Transparent Boundaries investigates the visibility of the elders in the contemporary Europe, Professor Silvia Cuppini by University of Urbino “Carlo Bo” was asked to contribute through an intervention concerning the images of the Elder trough the history of art. Her fascinating speech – a kind of iconographic journey – starts considering two paintings regarding God. In the first one, by Giotto, probably the most important Italian painter of the 1300’s, God is represented by a strong adult man, in the second one the artist, Michelangelo, imagines God as an old man. What did the Renaissance change in the way of imagining God? Between the God’s qualities, omniscience, omnipotence and eternity, Michelangelo chose the easier to paint: the eternity. But to gain the eternity you must have lived. The philosopher Vladimir Yankelevich says “who has been cannot but have lived, the mysterious fact of having once been thereafter becomes a provision for eternity”. This thought is quoted by Paul Ricœur in his book Forgetting, forgiving, remembering. The enigma of the past.

Professor Cuppini presents then another theme, the Visitation, through the works by different artists from different times: Giotto, Giovanni Santi, Pontormo, Tintoretto and the contemporary Bill Viola. The characters in these paintings are always the same: two pregnant women; the youngest, Mary, is going to visit her old cousin Elizabeth. In the Visitation the theme of the journey is clearly presented: the movement made by Mary towards the standing Elizabeth is not only physical and it can represent the journey of life from the childhood to the old age. This “journey” ends in a tender embrace between the two women, here a boundary is established and immediately collapsed. It’s interesting to notice how the arms of the two women drew a cross while embracing, it’s the symbol of a common death destiny shared by both their sons Christ and St. John the Baptist.The Visitation is a powerful image to describe the frailty of the boundaries considering another boundary is overcame here too: the divine becomes human.

In the parable of the Prodigal son we can find another embrace: the distance, the boundary between the father and his son is cancelled by the forgiveness. Professor Cuppini ends her speech explaining how the forgiveness is the solution to the violence of the oblivion, in Italian as in English this fascinating word “forgiveness” is “perdono” which means “for gift” but it is also “iper-dono” which means “the best, the biggest gift”. The forgiveness cancels the distance between the elder and the young generations.

After Professor Cuppini’s intervention, Giorgia Berardinelli describes the Marche regional experience of Silver Art! My time for culture, a project promoted by CMS – Consorzio Marche Spettacolo in collaboration with Auser Association and Unitre University. The aim of this project is to involve aged people who are interested in culture, inviting them to work in theatres, libraries and museums as volunteers. Today there are 40 volunteers who are working in 18 cultural facilities placed in 9 venues of the region. They attended a training course to be prepared for this experience.The role of the volunteers is supporting the working staff, integrating the activities that are already implemented there. The volunteers, for example, welcome audience at the front office and the front desk, give information to the tourists, work as guards in the museums. Rosanna Morazzini, one of the elders involved in the project, describes her activity in a library of her home town, Fano. She explains how it’s important getting older and remaining intellectually active: “this is possible by giving our personal contribute to the society in which we live, in this crisis period the voluntary work is a good chance to help ourselves too”.

The last intervention is by Silvia Bustacchini who presents Italia Longeva – a national network funded by Ministry of Health, INRCA [National Institute of ageing] and Marche Region. Italia Longeva works on the active ageing and health care because of the demographic change that is going beyond any expectations: the population, not only the Italian one, is getting older and on 2025 we could have till 5 generations living together. The explosion of ageing is bringing several issues, economic, health care, social inclusion issues but it’s also an opportunity to re-define our social relations and imagine different type of consumption and market. Italia Longeva tries to integrate all the aspects: social, cultural, economic and personal aspects considering the elders like new users with specific and very different needs. Italia Longeva involves institutions and health care companies working on these issues trying to imagine how to protect the dignity, the autonomy and the happiness of the third and fourth age people: they are now developing a model of “intelligent house” in collaboration with some enterprises from Fabriano.

The seminar, as specified in the final speech by Mr. Gilberto Santini, was a great occasion to share experiences and to investigate as deeply as possible the role of the elders in the society: first of all the definition, indeed the old age has been called “age of forgiveness”, “new and different youth”, “a different energy”; the meaning (literally “what does it mean being an elder?”) and many interesting comments issued by the experts as well as by the common people who participated to the seminar. The element that all the experiences have finally demonstrated is that the old age can be considered as a great gift.

The seminar is the central moment of a rich day that will end at the Persiani Theatre where the final performance of ELECTRIC ELDER by Alessandro Sciarroni will take place (it is object of a specifc report), but it also represents the main focus of an ‘itinerary’ that will be held on for a long time.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

HTML tags are not allowed.